La danza delle sedie
David Chester Park su AD Magazine
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2012
La carriera di Gastone Rinaldi inizia negli anni del dopoguerra e arriva agli anni '90. Nell'arco di circa mezzo secolo il designer ha progettato tavoli, tavolini, librerie, ma principalmente sedie, di tutti i tipi: pieghevoli, impilabili, a dondolo, sdraio, poltroncine, poltrone, divani.
Rinaldi inizia a disegnare per la Rima, l'azienda di famiglia, specializzata in mobili e letti per ospedali e uffici. Predilige il tondino di ferro, la lamiera, i tubi, e si ispira alle nuove tendenze del gusto minimal dell'arredamento del tempo: un mondo definito dalla leggerezza di Alexander Calder e dalle sculture di Henry Moore, che da una parte punta a una finalità estetica, dall'altra tiene conto della funzionalità, attraverso la proposta di sedie spostabili, impilabili, pieghevoli.
Per i materiali l'architetto e designer, spesso in contatto con Domus e con il suo direttore di allora, Gio Ponti, non si allontana dal ferro, che l'azienda usava per i suoi mobili industriali. Anzi si adatta e addirittura definisce la sua modernità attraverso un utilizzo più elaborato di quel materiale, usando il tondino di ferro laccato, il tubo di ferro cromato con nuove tecniche, il profilato di acciaio, il metallo pressofuso e la lamiera. Utilizza inoltre rivestimenti in gommapiuma, il compensato curvato e stampi di materiale plastico.
I suoi disegni possono richiamare quelli di Charles & Ray Eames e Harry Bertoia, ma si distinguono per una maggiore attenzione all'aspetto artistico, con una sfumatura a volte quasi autoironica e incline alla leggerezza. Come spiega la figlia, l'architetto Stefania Rinaldi, "mio padre mantenne uno stretto legame con la tradizione artigianale: sapeva fare le saldature piccole, la curvatura dei tubi, si confrontava sempre con gli operai sui problemi tecnici. A volte faceva precedere al disegno sulla carta dei modellini costruiti con gli scovolini usati per pulire le pipe".
Il suo modo di fare design era flessibile e poteva adattarsi alle esigenze e al gusto del cliente: una stessa sedia poteva essere a quattro gambe in legno o con una base girevole.
Partiti da uno stile italiano elegante e spiritoso, in tondino e tubo, si arriva agli anni '50 e '60 con forme più geometriche. Il divano Saturno rappresenta un esempio di questa nuova tendenza.
Negli anni '60 e '70 il design di Rinaldi è più pop e futuribile, stile 2001: Odissea nello spazio; per farsene un'idea basta osservare la poltroncina impilabile Zeta o la sedia Sabrina. Nel 1974 Rinaldi lascia la Rima, l'azienda di famiglia, per fondare una propria azienda, la Thema. Anche in quegli anni di austerità, Rinaldi si mantiene sempre un passo avanti con la poltroncina impilabile Aurora e con l'indimenticabile sedia pieghevole Dafne. L'osservazione e la riflessione sulla realtà presente resta sempre sua fonte di ispirazione per disegni sempre nuovi.

Come ricorda la moglie, Letizia Rinaldi, "la sedia Dafne e il suo meccanismo nascono da un'esperienza vissuta a bordo di un aereo Aeroflot diretto a Leningrado alla fine degli anni '70: in quell'occasione Gastone notò come il vassoio reclinabile del sedile si aprisse male e come potesse essere perfezionato e adattato al meccanismo di una sedia".
Le sedute di Rinaldi sono pratiche e in contatto con lo spirito della modernità senza mai essere pesanti: c'è sempre un tratto spiritoso che alleggerisce anche il design.
Nella sua carriera Rinaldi ha ricevuto vari riconoscimenti: tra questi, un Compasso d'Oro per la DU30 nel 1954 e le segnalazioni per la DU43 nel 1954, per l'Aurora nel 1978 e per la Dafne nel 1981.

WHO'S WHO.
Gastone Rinaldi (Padova, 1920 - 2006), pioniere del design italiano, ha disegnato sedie di tutti i tipi a partire dalla fine degli anni '40 agli anni '90, dapprima per l'azienda di famiglia Rima e, a partire dal 1974, per Thema. Oggi le sue sedie sono molto ricercate e rare. La sedia DU 30 con cui Rinaldi ha vinto il Compasso d'Oro nel 1954 è stata venduta dalla casa d'asta Quittenbaum di Monaco di Baviera a 1.800 euro, mentre la casa d'asta Wright di Chicago ha venduto il divano Saturno per 5.000 euro.
